“non si può non comunicare.”
– Paul Watzlawick
in molti potreste aver sentito questa citazione, forse senza coglierne fino in fondo la portata. perché non poter non comunicare significa che anche quando non parliamo, quando restiamo in silenzio o fermi, stiamo comunque trasmettendo qualcosa.
Watzlawick la enuncia come primo assioma della comunicazione strategica, primo principio cardine di ogni possibile discorso legato alla relazione umana: ogni nostro comportamento, parola o sguardo rappresenta un modo in cui ci rapportiamo con gli altri. ed è impossibile non farlo
questa idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria, ha un incredibile parallelo nel cielo.

la gravità: una presenza che non si spegne
ogni corpo celeste, per il solo fatto di esistere, genera un campo gravitazionale. non importa se è in movimento o dal nostro punto di vista appare immobile: la sua massa curva lo spazio intorno a sé, influenzando la traiettoria di altri oggetti, anche molto distanti.
ecco perché si dice che la gravità non ha un interruttore.
ecco perché, anche nella comunicazione umana, non esiste una vera neutralità.
anche quando stai zitto, stai comunicando
immagina di entrare in una stanza e restare in silenzio. non dici nulla.
eppure il tuo corpo parla: la postura, lo sguardo, il modo in cui ti siedi, il tuo silenzio stesso… sono tutti segnali che gli altri attorno a te ricevono, interpretano, e a cui reagiscono.
come la gravità, la tua presenza modifica il campo relazionale intorno a te.
puoi non parlare, ma non puoi non generare effetti.
che tipo di comunicazione stai creando?
questo principio ci invita a essere più consapevoli. non per diventare perfezionisti della comunicazione, ma per ricordarci che abbiamo un impatto.
sei stanco e non lo dici? anche senza rendertene conto, in qualche modo lo comunichi.
sei arrabbiato e cerchi di nasconderlo? lo trasmetti comunque.
sei in ascolto, presente, empatico? anche questo si sente, si percepisce.

allenarsi alla presenza
la comunicazione strategica ci ricorda che ogni nostro comportamento ha valore comunicativo.
e come nella fisica del cosmo, non è l’intenzione a contare, ma l’effetto.
essere consapevoli di questo non significa “controllare” tutto, ma allenarsi a esserci in modo intenzionale, coerente, autentico.
e allora la domanda che ti faccio non è se stai comunicando.
la domanda è: che tipo di comunicazione stai creando? la stai scegliendo consapevolmente?

